Spam words: le parole proibite in una newsletter

Spam words: le parole proibite in una newsletter
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Il problema principale che possiamo trovare nella realizzazione di una campagna di email marketing è che le nostre e-mail finiscono per essere classificate come spam e quindi che nessuno o molto pochi siano i destinatari che finalmente riescono a ricevere e leggere realmente il nostro comunicato. Da ciò depende il successo della campagna e il fatto che i destinatari leggano effettivamente le informazioni che mandiamo. E questo dipende in ran parte dall’uso o meno di Spam Words.

Per questo motivo, è buona prassi essere molto cauti nella progettazione di ogni campagna e seguire dei consigli di base per l’email marketing che mantengano a salvo le nostre champagne dai filtri antispam ed evitare che le nostre email finiscano nella cartella di posta indesiderata.

spam words

Oltre ad alcune regole di base ovvie, come quella di non mandare e-mail a contatti che non l’hanno richiesto oppure quella di concentrarsi sulla qualitá piuttosto che sulla quantitá, per esempio usando il sistema del double opt-in nel momento dell’inclusione di leads al data base.

Tuttavia la cosa più importante è quella di evitare l’uso delle cosidette spam words (parole spam) nell’intestazione delle e-mail.

Oltre ad evitare l’uso di parole interamente in maiuscola, frasi non corrette, simboli o punteggiatura extra, è bene anche cercare di evitare alcune di queste “parole proibite” nelle intestazione delle e-mail di una campagna di email marketing…

Spam Words da evitare

1. Parole o frasi che suggeriscono gratuità

Esempio: gratis, 100% gratis, acceso gratuito, regalo, chiama gratis, investimento gratis, soldi gratis…

2. Parole o frasi che suggeriscono sconti

Miglior prezzo, il 50% in meno, risparmia fino a, promozione speciale, sconto, sconti, offerte, confronta i prezzi, elimina i tuoi debiti, prezzi più bassi, tasso di interesse basso, saldi, Perché pagare di più?

3. Parole o frasi che incentivano all’acquisto / azione

Compra, acquista, prenota, clicca qui, fai click qui

4. Parole o frasi che si riferiscono al beneficio del destinatario

Guadagna soldi, guadagna denaro extra, reddito extra, credito, finanziamento, guadagno facile, aumenta le vendite, premi in denaro, grandi profitti, vinci una settimana, hai vinto un viaggio, vantaggio reale, beneficio totale

5. Parole o frasi che esprimono esaltazione

Meravigliosi, incredibili, sorprendenti, stupisciti…

6. Parole o frasi che creano un senso di urgenza

Urgente, ora, fallo ora, chiama ora, registrati oggi, non si può vivere senza, accesso immediato, a partire da oggi, una volta nella vita, cosa stai aspettando?, periodo di tempo limitato, posta prioritaria

7. Parole o frasi che generino fiducia

Nessun rischio, nessun trucco, senza costi nascosti, 100% soddisfatto, completamente naturale, 100% privacy, 100% sicuro, unisciti a milioni di persone, soddisfazione garantita

8. Eccessiva personalizzazione

Per te, caro amico, congratulazioni, sei stato selezionato, hai vinto

spam words

Oltre a questi esempio vanno incluse più genéricamente delle categorie sensibili che sono spesso oggetto di filtro anti spam come parole riguardanti sesso e relazioni, farmaci, scommesse etc… anche se queste parole si usano solo se si lavora in questi determinati settori.

Inoltre è bene tenere da conto che non sono queste delle regole statuarie bensí delle regole generali che normalmente funzionano. Nonostante la regola principale rimane quella della “prova/errore” e l’invito è sempre quello di provare nelle vostre champagne ad usare le parole che ritenete più opportune (anche le spam words incluse in questa lista) per poter trovare la “formula mágica” che funzioni al meglio con ogni data base sul quale vi troviate a lavorare.

9 Alla fine la teoria è fallace…

Di fatto un esempio che tutte le teorie valgono comunque meno che il classico sistema prova/errore è questo:

Due diverse campagne del portale hotelnights.es che danno risultati inversi a quelli che ci si apetterebbe applicando le regole sopra scritte.

  • Campagna 1: intestazione: 10 Best Autumn Breaks. Open Rate 21,3%. In questo caso l’intestazione rispetta le regole anti spam words, è contestuale all’epoca di lancio (autunno), ed una un numero all’inizio della frase per potenziare il clikc trough (leggi Trucchi per creare titoli accattivanti)
spam wrods emailing

Immagine campagna 1 ceduta da hotelnights.com

spam words

Immagine campagna 2 ceduta da hotelnights.com

  • Campagna 3: intestazione: Las Minute deals in Tossa de Mar, Lloret de Mar & Costa Brava. Open Rate 23,6%. In questo caso l’intestazione non rispetta due regole anti spam words: usa la parola “deals” che fa riferimento a offerta etc.. ed il simbolo &, che anche andrebbe evitato.  Da notare che l’invio è effettuato alla stessa mailing list.

CONCLUSIONE: nonostante la campagna 2 sia peggiore dal punto di vista delle regole anti spam, i risultati di Open Rate sono migliori. Un’altra questione è il CTR, pero ciò che qui si analizza solo influisce sull’Open Rate non sul CTR. La conclusione quindi è che ogni mailing list ha comportamenti a sè, in molti casi parecchio diversi e a volte sorpendenti. Quindi la soluzione migliore è comunque il sistema empirico “prova / errore” ed imparare dai propri errori studiando lo storico delle campagne con il fine di ottimizzarle sempre di più.

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